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American Academy in Rome

  • Poster Session

I RELITTI DELL'ADRIATICO: TRASPORTI MARITTIMI IN ETA' IMPERIALE

Illuminata Faga

L'archeologia subacquea ha portato alla luce numerosi relitti lungo le coste adriatiche. Il loro alto numero rende possibile ricostruire l'andamento delle relazioni commerciali tra le località adriatiche e le province nel corso dell'età imperiale. Tra l'età tardorepubblicana e quella tardoantica si contano 115 relitti distribuiti prevalentemente lungo le coste del medio ed alto Adriatico orientale e quelle del basso Adriatico occidentale. I loro resti sono in gran parte riferibili ad imbarcazioni mercantili lunghe una ventina di metri e larghe fino ad otto metri, di modesto tonnellaggio, assemblate secondo il metodo di costruzione a "guscio" o su fasciame.

In base alla natura dei carichi (anfore, soprattutto vinarie, ceramica, mortai, materiale da costruzione, opere d'arte, metallo, legname, vetro), alla suppellettile di bordo e, in qualche caso, grazie al fortuito rinvenimento di monete votive di bronzo nella cavità del piede dell'albero, è stato possibile stabilire la loro cronologia. Il 75 % delle imbarcazioni è databile tra I sec.a.C. e I sec.d.C., il 15 % al II sec. d.C. e il 10% tra III e IV sec.d.C. La cronologia dei relitti indica chiaramente, a partire dal II sec., una sensibile diminuzione dei naufragi che sembra essere particolarmente evidente lungo le coste adriatiche occidentali. Il fenomeno si accompagna alla progressiva scomparsa nei carichi delle imbarcazioni delle produzioni del versante orientale della penisola.

Questi risultati che sembrerebbero indicare un vero e proprio crollo della commercializzazione marittima delle produzioni italiche vengono confrontati per verifica con quelli ricavati dall'esame dei materiali recuperati negli scali portuali adriatici.



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