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American Academy in Rome

  • Poster Session

LA CERAMICA ARRETINA IN ITALIA SETTENTRIONALE: UTENZA PRIVATA E VIE COMMERCIALI

Maria Paola Lavizzari Pedrazzini

La presenza della ceramica arretina in Italia settentrionale è piuttosto discontinua e tutt'altro che abbondante in rapporto al vasellame fabbricato in luogo la cui presenza supera di gran lunga quella della sigillata medioitalica. In modo particolare si nota la scarsa documentazione relativa al vasellame decorato che è documentato, pressochè sempre, solo da rari esemplari generalmente rinvenuti nelle grandi città o nei siti di particolare rilevanza commerciale.

La produzione liscia è documentata con maggiore frequenza anche se la sua quantità non è mai veramente apprezzabile in rapporto a quella della produzione locale. Sono documentate le firme dei vasai delle principali officine, mentre assai ristretta appare la rosa dei nomi dei produttori di vasellame decorato. Quest'ultima, nata dalla produzione di vasai arretini trasferitisi nella pianura padana negli ultimi decenni del I a.C., ha avuto dal mercato cisalpino un'immediata ed entusiastica risposta dovuta soprattutto al minor costo al quale, almeno nei primi tempi, non corrispondeva un calo di qualità. Rebus sic stantibus appare piuttosto evidente che la ceramica fabbricata ad Arezzo e documentata in Italia settentrionale rappresenta da un lato la risposta alla richiesta di un'utenza tanto raffinata quanto numericamente esigua e dall'altro (soprattutto nel caso della produzione liscia) segna le linee dei principali percorsi commerciali verso le province del nord cui era destinata.



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