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American Academy in Rome

  • Friday 4 October - Panel VIII

LA SIGILLATA ITALICA DA COSA

Maria Teresa Marabini Moevs

Si riassumono qui i dati salienti del volume della serie di Cosa, di prossima pubblicazione, dedicato alla sigillata prodotta in Italia, per la maggior parte nell'area nord-etrusca.

Nell'impossibilita' di includere in questo volume tutta l'enorme quantita' di ceramica non decorata, l'indagine e' circoscritta nel volume al materiale proveniente da livelli databili, concentrati in tre aree: arx, foro e quartieri di abitazione. In contrasto alla cronologia tradizionale, il passaggio dal nero al rosso e' gia' in atto a Cosa alla fine del primo-inizio del secondo quarto del I secolo a.C., al momento cioe' della distruzione e parziale abbandono della citta', verosimilmente dovute ad un'incursione di pirati, prima del loro definitivo annientamento nel 67 a.C.

Aspetti tecnici e morfologici legano questo materialedi transizione alla precedente Campana B e alla seguente sigillata classica in una linea evolutiva che scende dentro al terzo quarto del secolo, caratterizzata da un progressivo miglioramento tecnico e dalla tendenza ad allontanarsi dalle semplici e continue forme della Campana verso quelle salienti e articolate dell'Arretina classica.
Frammenti di ESA, trovati sia pure in modesta quantita' negli stessi contesti, testimoniano la fondamentale influenza di questa ceramica nello sviluppo tecnico della sigillata italica. Nei successivi periodi, augusteo, tiberiano e claudio-neroniano si nota una fondamentale concordanza fra la cronologia delle forme presenti a Cosa e quella instaurata nel Conspectus.
Alcuni frammenti decorati rinvenuti a Cosa, messi a con fronto con altri simili nel Museo Archeologico di Arezzo, due recanti la firma di lavoranti di Rasinius, inducono a rialzare di almeno un decennio la data tradizionale del 30 a.C. per l'inizio dell'Arretina decorata. Sulla scelta dei primi motivi decorativi sembra aver esercitato un forte influsso la ceramica a rilievo di tradizione ellenistica in Etruria (Italo-Megarese).

A cominciare dagli anni Trenta la perfezione raggiunta dai primi vasai arretini, ben documentata a Cosa, testimonia tecnicamente ancora l'influenza della ESA, decorativamente, lo straordinario ampliarsi del repertorio figurativo dovuto soprattutto ai modelli d'argenteria ellenistica, in particolare alessandrina, affluiti in Italia dopo la vittoria di Azio.



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