MOTIVI
ICONOGRAFICI SULLE LUCERNE PRODOTTE A SCOPPIETO
Simona
Moscara
Il mio lavoro riguarda
lo studio delle tipologie e dei motivi iconografici attestati sulle
lucerne rinvenute nello scavo archeologico in loc. Scoppieto (TR). Si
tratta di lucerne dei tipi Loeschcke I, III, IV e VIII, caratterizzate
dalle numerose varianti delle volute e dalle decorazioni sul disco,
spesso molto raffinate e complesse.
Nel centro produttivo di Scoppieto, parallelamente alla terra sigillata,
si produssero anche le lucerne le cui decorazioni in parte riproducono
i modelli noti, in parte presentano un'originalità iconografica
propria; tali lucerne, venivano esportate insieme al vasellame da mensa
come merci d'accompagno delle derrate alimentari le quali, da Scoppieto,
lungo il corso del Tevere, raggiungevano Ostia e poi le aree provinciali
soprattutto, per quanto ci è noto fino ad ora, l'Africa. Molti
dei motivi decorativi usati a Scoppieto, sono diffusi nel bacino del
Mediterraneo nel I e II sec. d.C. Alcuni trovano confronti con esemplari
rinvenuti nella Mauretania Tingitana, a Volubilis, Mogador, Cartagine,
e tra questi il carro trainato da cavallo, il kantharos baccellato,
Apollo con la lira e la cornucopia.
Il rinvenimento nello scavo di scarti di lavorazione di lucerne deformate
dal calore e di frammenti attaccati o sottoposti ad un processo solo
parziale di cottura, toglie ogni dubbio sull'ipotesi di produzione "in
situ", come pure la presenza di elementi decorativi che rappresentano
caratteristiche di originalità e non sono attestati altrove.
Il rinvenimento, poi, di un fondo con bollo con le lettere a rilievo
LP, le stesse presenti sui frammenti di terra sigillata, conferma una
produzione da parte dei probabili titolari del complesso.
Numerosi sono i confronti con le lucerne rinvenute a Cartagine e potrebbe
essere utile il confronto delle argille in quanto sembra possibile che
possano essere proprio prodotte a Scoppieto ed esportate in quelle aree
come merci d'accompagno.
Intorno all'età domizianea, si avverte una forte semplificazione
e standardizzazione, con conseguente impoverimento delle decorazioni,
che, col tempo, divengono meno complesse e molto sommarie, con la sostituzione
alle figurazioni delle divinità dei loro attributi.