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Calendario

Marzo 2019

Exhibition

Apertura Speciale - Cinque Mostre 2019 - Δx Displacement

  • Giovedì, 7 Marzo 2019 - da 5:00pm a 8:00pm
McKim, Mead & White Building
Rome

Apertura speciale​ di Cinque Mostre 2019: Δx Displacement
Proiezione film di
Ila Bêka & Louise Lemoine
Workshop con Erin Besler & Ian Besler

Per l’occasione sarà proiettata la serie di 7 film che compongono Homo Urbanus, progetto di Ila Bêka & Louise Lemoine che conduce lo spettatore in un lungo e ipnotico girovagare per il mondo tra Seoul, Bogotà, Napoli, San Pietroburgo, Rabat, Tokyo e Kyoto, nella costruzione di una geografia sentimentale del paesaggio umano.

Nell’ambito della serata si svolgerà anche il workshop Some Assembly Required ideato da Erin Besler (borsista in architettura), e Ian Besler. Il progetto esplora la distinzione tra il concetto di “lavoro” e quello di “attività” tramite un’installazione collettiva e interattiva, proponendo al pubblico una serie di kit per costruire dei modellini di dettagli architettonici di Roma.

Inoltre in mostra: Carola Bonfili, Joannie Bottkol + Allison Emmerson + Zaneta Hong + Karyn Olivier, Michael Ray Charles, Invernomuto, Sze Tsung Nicolás Leong + Judy Chung*, Renato Leotta, Michelle Lou + Marcel Sanchez Prieto + Adriana Cuéllar, Jessie Marino + Michael Leighton Beaman, Helen O’Leary + Joannie Bottkol, Gabriele Silli, Basil Twist + Kirstin Valdez Quade + Kenneth Ard, Francesco Zorzi

Δx Displacement
Con il titolo collettivo di Δx Displacement, Cinque Mostre 2019 presenta le opere degli attuali Rome Prize Fellows e Italian Fellows, insieme a quelle di altri artisti invitati, installate in vari punti del McKim, Mead & White Building all’American Academy in Rome.

Riunendo i lavori di artisti visivi, architetti, designers, scrittori, archeologi, storici dell’arte e conservatori, in una gamma di linguaggi e dimensioni che si relazionano ai vari significati del termine displacement (dislocamento), Δx si concentra su quelle condizioni che mettono in discussione la poetica dell’ordinario, sovvertendo un senso di appartenenza e disgregando i rapporti convenzionali.

Il titolo della mostra, che riassume i temi esplorati, sotti diversi punti di vista, da tutti i partecipanti, prende spunto dal progetto dei borsisti Michelle Lou (compositrice) e Marcel Sanchez Prieto (architetto), che si chiedono: “Gli spazi/ambienti come rinforzano il nostro senso di appartenenza nel mondo, e l’atto del dislocamento come influenza la percezione di noi stessi?”

Un punto di riferimento è un elemento riconoscibile, fondamento per il nostro senso del luogo, sia in senso materiale che astratto. Per descrivere qualsiasi tipo di moto è necessario indicare una posizione iniziale, una che condividiamo con altri individui, o più intima. Una cornice di riferimento può essere, pertanto, geografica, architettonica, storica, esperienziale o persino emotiva, e uno spostamento da questa posizione iniziale, sia essa fisicamente oggettiva o soggettiva e personale, è definito dislocamento (displacement), non solo dalle teorie politiche, filosofiche o psicologiche, ma anche dalla matematica.

L’equazione Δ= xf ​− x0 (dove Δindica il dislocamento, xf il valore della posizione finale e x0 il valore della posizione iniziale) è inequivocabile: il dislocamento è la differenza di posizione di due segni ed è indipendente dal percorso seguito quando ci si sposta dall’uno all’altro. In base a questa logica, l’American Academy in Rome è essa stessa una comunità “dislocata”, seppure integrata nel contesto cittadino circostante.

Δx esamina l’ideazione e la rappresentazione della stabilità, riflettendo su stati di permanente sconvolgimento sociale, politico, emotivo. Le opere in mostra, caratterizzate da molteplici dialoghi tra ambiti di ricerca, offrono uno scambio di opinioni dinamico. Ognuna intende rovesciare immagini convenzionali di un ambiente naturale o costruito di ricordi, rappresentazioni storiche, percezioni emotive o fisiche, rendendo indistinti i confini tra realtà e finzione, tra un “oggi” e un “allora”, tra un “qui” e un “là”.

Attraverso l’interazione di diversi media, mutando i modelli tradizionali della produzione di immagini e della costruzione narrativa, Δx riflette il rapporto tra l’uomo e la vita, la storia, la visione, lo spazio e la natura, creando un’esperienza in cui l’impatto di ogni singolo elemento riverbera in tutta la mostra. Nell’insieme, le opere stimolano una discussione vivace sulle idee di dislocamento e decentramento, attingendo dalla partecipazione del pubblico per arricchire ulteriormente la lettura dei due termini, sottolineando come l’atto di dislocamento, ricercato o imposto, abbia un impatto costante su tutti i movimenti fisici, sociali e spirituali che ci circondano.

Orari di apertura: sabato e domenica dalle 16.00 alle 19.00
In mostra fino al 21 marzo 2019
Ingresso libero

La mostra è stata realizzata grazie al sostegno dell'Adele Chatfield-Taylor and John Guare Fund for the Arts. Si ringrazia Cernit e ROSCO, sponsor tecnici del progetto "Macula" di Francesco Zorzi.

* Mary Beard, Carmen Belmonte, Michelle Berenfeld, Liana Brent, Thomas Carpenter, Jim Carter, Lan Samantha Chang, Judy Chung, Alessandra Ciucci, Talia Di Manno, Allison L. C. Emmerson, Louisa Ermelino, Maria Ida Gaeta, Vincent Katz, Karen Kevorkian, Eric J. Kondratieff, Lynne C. Lancaster, Mark Letteney, Anna Majeski, Francesca Marciano, Peter Benson Miller, Victoria Moses, John Ochsendorf, Austin Powell, Kirstin Valdez Quade, John F. Romano, Bennett Sims, Sean Tandy, Virginia Virilli, Lauren K. Watel, William N. West

I visitatori dell’American Academy in Rome sono pregati di mostrare un documento d’identità all’ingresso. Non è possibile accedere con bagagli o zaini di dimensioni superiori a cm 40 x 35 x 15. Non sono disponibili armadietti né guardaroba.

Conference

Un patrimonio difficile. Il destino delle architetture, dei monumenti e delle opere d'arte 'fasciste' dopo la caduta del Regime

  • Lunedì, 11 Marzo 2019 - da 10:00am a 5:00pm
  • Martedì, 12 Marzo 2019 - da 10:00am a 5:00pm
Bibliotheca Hertziana and AAR

Molti dei progetti urbani realizzati durante il Ventennio sono ancora parte del paesaggio italiano e, insieme a monumenti architettonici e opere d’arte, costituiscono una costellazione di immagini della cultura visiva fascista che riaffiorano nell’Italia contemporanea. Come patrimonio culturale nazionale, questi edifici sono protetti dalle leggi di tutela delle opere d’arte. Tuttavia, nel processo ambiguo in cui l’Italia di confronta con il suo passato fascista e coloniale, queste opere entrano nel dibattito pubblico e politico.

La conferenza focalizza l’attenzione sulla storia materiale delle opere d’arte, dei monumenti e dell’architettura di epoca fascista in Italia e ne esamina la persistenza e la ricezione sulla lunga durata. Per inquadrare il dibattito contemporaneo, si adotta un approccio transdisciplinare e una prospettiva storica, che ha come punto di partenza la tendenza iconoclasta che si afferma dopo la caduta del regime (25 luglio 1943). Gli interventi analizzeranno ambiguo passaggio dal Fascismo alla Repubblica e le dinamiche della censura del dopoguerra. Inoltre, l’analisi critica della storiografia artistica, così come delle principali narrazioni della storia dell’arte italiana, mira a individuare  elementi di continuità nel corso del Novecento. Tale analisi permette anche di esaminare la damnatio memoriae che ha coinvolto alcuni degli artisti vicini al regime e il ruolo svolto dalle collezioni private nella conservazione e nella sopravvivenza delle opere d’arte di epoca fascista.

Sondando il concetto teorico di “difficult heritage” in relazione alle peculiarità del caso italiano e in comoarazione con le altre nazioni, il convegno affronta questioni relative al restauro, dell’esposizione e della tutela critica di opere legate al regime collocate in spazi pubblici e istituzionali. L’evento mira a incoraggiare una discussione aperta a differenti discipline, come la Storia, la Storia dell’Architettura, gli studi di Conservazione del Patrimonio Culturale, la Letteratura, la Filosofia e l’Antropologia, e a esaminare quello che può essere il potenziale contributo della Storia dell’Arte in questo dibattito scientifico.  Le strategie di memorializzazione e il ruolo degli interventi di arte contemporanea saranno discussi in un dialogo aperto con artisti che hanno rivolto la loro attenzione sui monumenti politici e sulle stratificazioni della memoria nello spazio pubblico.

Si veda il programma del convegno qui allegato.

I due giorni di convegno termineranno con una Conversazione tra Dell Upton, Docente di Storia dell’Architettura all’Università della California (Los Angeles), e Adachiara Zevi, architetto, storico dell’arte e presidente della Fondazione Bruno Zevi, presso l’Academy. L’evento sarà moderato da John Ochsendorf, Docente al MIT e Direttore dell’American Academy in Rome.

Giorno 1 Convegno
Lunedì, 11 marzo 2019
ore 10.00 – 17.00
Bibliotheca Hertziana, Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte
Villino Stroganoff, Via Gregoriana, 22, Roma

Giorno 2 Convegno
Martedì, 12 marzo 2019
ore 10.00 – 17.00
American Academy in Rome
AAR Lecture Room, via Angelo Masina, 5, Roma

Giorno 2 Conversazione
Martedì, 12 marzo 2019
ore 18:00
American Academy in Rome
AAR Lecture Room, via Angelo Masina, 5, Roma

Gli interventi saranno presentati in inglese e in italiano. Il convegno e il dibattito sono aperti al pubblico. Non è necessaria l’iscrizione. L’evento può essere seguito in livestream sul sito https://livestream.com/aarome.

Ideazione e organizzazione: Carmen Belmonte, Italian Fellow del 2019 dell’American Academy in Rome.

Il progetto è stato reso possibile grazie al Fellows' Project Fund dell'American Academy in Rome.

I visitatori dell’American Academy in Rome sono pregati di mostrare un documento d’identità all’ingresso. Non è possibile accedere con bagagli o zaini di dimensioni superiori a cm 40 x 35 x 15. Non sono disponibili armadietti né guardaroba.

Fellow Shoptalks

Shoptalks – Anna Majeski and Marcel Sanchez Prieto

  • Lunedì, 11 Marzo 2019 - 6:00pm
AAR Lecture Room
Rome

Anna Majeski
From Cethyn to Sicily: The Worlds of Georgius Fendulus’s “Liber astrologicae”

During the twelfth and thirteenth centuries there was an explosion in the circulation of astrological knowledge throughout the Mediterranean. Retracing the movement of these ideas allows us to explore encounters between ways of seeing and understanding the cosmos, and breaks down essentialist notions of culturally specific cosmologies. The illuminated manuscript known as the Liber astrologiae—produced for the southern Italian court of Frederick II ca. 1220–40—offers particularly fruitful ground for exploring the circulation of astrological knowledge that was critical to the emergence of a new scientific culture in the medieval Latin West. Anna Majeski uses the concept of “translation” to deconstruct essentialist notions of scientific knowledge that have shaped the readings of this manuscript. Moreover, by homing in on one specific object, she examines translation as an empirical process that occurs through specific triangulations between texts, objects, and individuals—rather than as an encounter between cultural monoliths. Finally, she will ask how the translation of images in this manuscript operates differently than the translation of texts.

Majeski is the Donald and Maria Cox/Samuel H. Kress Foundation Pre-Doctoral Rome Prize Fellow in Medieval Studies and a PhD candidate at the Institute of Fine Arts, New York University.

Marcel Sanchez Prieto
Architectural divides: Verticality of a sociopolitical landscape

The eighteenth-century palazzo in Naples and its reconfiguration between the portal, courtyard, and stair responds to a series of limits/thresholds imposed under Spanish rule that have been contested through time, unraveling the politics of space and, in many cases, creating unique conditions between power, city dwelling, and the architecture that frames it.

Marcel Sanchez Prieto is the Frances Barker Tracy/Arnold W. Brunner/Katherine Edwards Gordon Rome Prize Fellow in Architecture, a partner at CRO Studio in San Diego and Tijuana, and professor in the School of Architecture at Woodbury University.

The event will be held in English. Watch Majeski’s shoptalk live at https://livestream.com/aarome.

A valid photo ID is required for entry into the American Academy in Rome. Backpacks and luggage with dimensions larger than 40 x 35 x 15 cm (16 x 14 x 6 in.) are not permitted on the property. There are no locker facilities available.

Conversations/Conversazioni

Dell Upton and Adachiara Zevi – I monumenti sono storia?

  • Martedì, 12 Marzo 2019 - 6:00pm
AAR Lecture Room
Rome

I monumenti sono memoria? Benché spesso discussi in questi termini, è meglio pensarli come pastiches di miti e metafore familiari creati per le esigenze di un momento particolare. Inoltre, bisogna considerarli elementi di paesaggi complessi che comprendevano anche edifici e spazi aperti. L’Ottocento e il primo Novecento sono stati un’epoca di intensa attività di costruzione di edifici al servizio di progetti nazionalistici. I monumenti dell’America Confederata, del Risorgimento italiano e del Fascismo usavano analoghi miti e strategie visive, che in entrambi si sono rivelati fallimentari. L’ intervento, moerato da John Ochsendorf, prende in esame questi tre tipi di monumenti esaminando le loro immagini visive e il loro ruolo all’interno del paesaggio urbano. Esso si conclude con una riflessione sulle ragioni per cui i monumenti confederati debbano essere rimossi.

Dell Upton è Docente di Storia dell’architettura presso l’Università della California, Los Angeles ed è attualmente in residenza presso l’American Academy in Rome. Adachiara Zevi è architetto, storico dell’arte e presidente della Fondazione Bruno Zevi. John Ochsendorf è Docente di Architettura e Ingegneria Civile ed Ambientale presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) e Direttore dell’American Academy in Rome.

La conversazione si tiene alla conclusione di un convengo di due giorni tenuto alla Bibliotheca Hertziana e all’American Academy in Rome su “"A Difficult Heritage: The Afterlife of Fascist-Era Architecture, Monuments, and Works of Art in Italy". Si veda il programma del convegno qui allegato.

L’evento si terrà in lingua inglese. Sarà possibile seguirlo in diretta streaming https://livestream.com/aarome.

I visitatori dell’American Academy in Rome sono pregati di mostrare un documento d’identità all’ingresso. Non è possibile accedere con bagagli o zaini di dimensioni superiori a cm 40 x 35 x 15. Non sono disponibili armadietti né guardaroba.

 

 

Fellow Shoptalks

Shoptalks – Erin Besler and Michelle Lou

  • Lunedì, 18 Marzo 2019 - 6:00pm
AAR Lecture Room
Rome

Erin Besler
What Seems to Be the Problem?

Erin Besler will introduce her project “The Problem with the Corner Problem” and situate it within broader architectural work on construction technologies, amateur production, prosaic materials, social media, and other platforms for producing and sharing content that rely less on expertise and more on ubiquity.

Besler is the Founders Rome Prize Fellow in Architecture, a lecturer in the Department of Architecture and Urban Design at the University of California, Los Angeles, and a partner at Besler & Son.

Michelle Lou
New Performance System

Michelle Lou will be demo-ing a new analog/digital live performance system that she is creating at the Academy that involves taking signals from her modular synth into a custom software patch created on max/MSP that processes these signals. The audio is then routed back through the synth for further manipulation. There will also be an audio-reactive visual component to this presentation.

Lou is the Elliott Carter Rome Prize Fellow in Musical Composition and a visiting lecturer in the Department of Music at Dartmouth College.

The event will be held in English. Watch Besler’s shoptalk live at https://livestream.com/aarome.

A valid photo ID is required for entry into the American Academy in Rome. Backpacks and luggage with dimensions larger than 40 x 35 x 15 cm (16 x 14 x 6 in.) are not permitted on the property. There are no locker facilities available.

Conversations/Conversazioni

Ayad Akhtar and Mark Robbins – The Body Politic

  • Martedì, 19 Marzo 2019 - 6:30pm
Ford Foundation Center for Social Justice
New York

Ford Foundation Center for Social Justice
320 East 43rd Street
New York, NY 10017
​(Enter via the 42nd Street entrance)

Please join us in New York for a Conversations | Conversazioni event featuring the novelist and playwright Ayad Akhtar (2018 Resident) and Mark Robbins, president and CEO of the American Academy in Rome (1997 Fellow).

Akhtar’s debut novel American Dervish (2012) was widely praised, and his play Disgraced won the Pulitzer Prize for drama in 2013. His most recent dramatic effort, JUNK, ran for three months at Lincoln Center’s Vivian Beaumont Theater and was honored with the 2018 Edward M. Kennedy Prize for Drama Inspired by American History.

This event is free and open to the public; an RSVP is required.

The Helen Frankenthaler Foundation is the 2018–19 season sponsor of Conversations/Conversazioni: From the American Academy in Rome.

Fellow Shoptalks

Shoptalks – Franco Baldasso and Dylan Francareta

  • Lunedì, 25 Marzo 2019 - 6:00pm
AAR Lecture Room
Rome

Franco Baldasso

Franco Baldasso is the Andrew W. Mellon Foundation/National Endowment for the Humanities Post-Doctoral Rome Prize Fellow in Modern Italian Studies and assistant professor of Italian and director of the Italian Studies Program in the Division of Languages and Literature at Bard College.

Dylan Francareta

Dylan Francareta is the Cynthia Hazen Polsky and Leon Polsky Rome Prize Fellow in Design and design director at the Museum of Contemporary Art in Chicago.

The event will be held in English.

A valid photo ID is required for entry into the American Academy in Rome. Backpacks and luggage with dimensions larger than 40 x 35 x 15 cm (16 x 14 x 6 in.) are not permitted on the property. There are no locker facilities available.