Exhibition Opening – Giorgio Griffa/Kamrooz Aram
From left: Kamrooz Aram’s studio at the American Academy in Rome by Emily B. Frank; Georgio Griffa by Giulio Caresio, Courtesy Fondazione Giorgio Griffa
The American Academy in Rome presents Giorgio Griffa/Kamrooz Aram, an exhibition that creates a dialogue between two painters whose work illustrates how abstract painting reverberates across time and space. The painters Giorgio Griffa and Kamrooz Aram (2024 Fellow) met in 2024 in Turin, and this exhibition extends a conversation they began about the place and purpose of cultural tradition, painting as a measure of time and rhythm, and how gesture is traced and captured. The exhibition addresses this ongoing dialogue on abstraction, reflecting on different approaches to ornament and decoration, presence and loss, margins and intimacy. The show will be on display from October 20 to November 28, 2026 at the AAR Gallery.
The exhibition is in collaboration with the Fondazione Giorgio Griffa, the Clark Art Institute of Art, Lorcan O'Neill Gallery, and Alexander Gray Associates. This project is supported by the Directorate-General for Contemporary Creativity of the Italian Ministry of Culture under the Italian Council programme (2025).
Giorgio Griffa nasce a Torino nel 1936 e inizia a dipingere da bambino. Già a metà degli anni Sessanta le sue tele mostrano i primi elementi di astrazione e una profonda riflessione sullo status della pittura. Dal 1967-’68 con il ciclo Segni primari prende forma il suo sistema di lavoro su carta o su tele libere, non preparate, dipinte a terra, con tratti e linee che «potrebbero appartenere alla mano di tutti». Griffa è da subito uno dei protagonisti nel dibattito che nasce dall’Informale e si fa strada tra la Pop Art, il Minimalismo e l’Arte Concettuale. Percorre così i primi passi del suo personale sentiero d’artista, accanto agli amici dell’Arte Povera con cui condivide il rispetto e l’interesse per l’intelligenza della materia.
Dopo più di cinquant’anni di carriera e tredici cicli di pittura, il percorso di Griffa rimane unico, al di fuori di una corrente specifica. Nelle collezioni e musei nel mondo, dalla Tate Modern al Centre Pompidou, i suoi segni e i suoi colori sono altamente riconoscibili: una cifra che passa con continuità e coerenza, vitalità e poesia da un’opera all’altra.
Kamrooz Aram (2024 Fellow) è nato a Shiraz, in Iran, e vive e lavora a Brooklyn, New York, USA. Il suo lavoro mette in discussione la falsa opposizione tra ornamento e astrazione, sfidando la relegazione dell’ornamento ai discorsi sulla criminalità e sull’eccesso. Nelle sue mostre, caratterizzate da un ampio spettro di interessi, mette in scena un incontro tra l’avanguardia euro-americana e le forme di astrazione non occidentali, interrogando i confini tra arte, manufatto e modalità di esposizione. Le sue opere pittoriche e le sue composizioni, di carattere lirico, decostruiscono le gerarchie dell’estetica modernista, invitandoci a ripensarne le categorie e a confrontarci nuovamente con queste idee e questi oggetti. Combinando pittura, scultura, collage e progettazione espositiva, crea un rapporto di interdipendenza tra oggetto ed esposizione, rivelando l’importanza del design e dell’architettura nel determinare l’interpretazione dell’arte.
Tra le sue mostre recenti figurano Whitney Biennial 2026, Whitney Museum of American Art, New York (2026); Kamrooz Aram: Privacy, An Exhibition, The Arts Club of Chicago, Illinois (2022); Lives of Forms: Kamrooz Aram and Iman Issa, Z33 House for Contemporary Art, Design and Architecture, Hasselt, Belgio (2021); Paraventi: Folding Screens from the 17th to 21st Centuries, Fondazione Prada, Milano, Italia (2023–2024); e Desorientalismos, Centro Andaluz de Arte Contemporáneo, Siviglia, Spagna (2020). Le sue opere fanno parte delle collezioni del Metropolitan Museum of Art di New York; del M+ Museum di Hong Kong; dell’Art Gallery of New South Wales di Sydney, Australia; del Modern Art Museum of Fort Worth, Texas; del Cincinnati Art Museum, Ohio; del Portland Museum of Art, Maine; e della Sharjah Art Foundation, Emirati Arabi Uniti, tra le altre. Ha ricevuto il Trellis Art Fund Stepping Stone Grant (2025), il Guggenheim Fellowship (2025), il Carla Fendi Rome Prize dell’American Academy in Rome (2024) e l’Abraaj Group Art Prize (2014). È inoltre rappresentato dalla Green Art Gallery di Dubai, Emirati Arabi Uniti.
martedì 20 ottobre 2026
18:00 – 21:00
I visitatori dell’American Academy in Rome sono pregati di mostrare un documento d’identità all’ingresso. Non è possibile accedere con bagagli o zaini di dimensioni superiori a cm 40 x 35 x 15. Non sono disponibili armadietti né guardaroba. Non è permesso portare animali (ad eccezione dei cani guida).
L’Accademia è accessibile agli utenti in sedia a rotelle e a coloro che devono evitare le scale. Si prega di inviare una email all’indirizzo tours@aarome.org se voi o qualcuno del vostro gruppo utilizza una sedia a rotelle o altri dispositivi di mobilità, così da poter garantire la migliore facilità di accesso ai visitatori. Se siete persone con disabilità o condizioni mediche che potrebbero richiedere particolari accorgimenti, vi preghiamo di inviarci un’email all’indirizzo tours@aarome.org.